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Luci e ombre della tecnologia: considerazioni finali su Dai Sentai Goggle-V

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Dopo quasi sei mesi (dannate lungaggini da pandemia generale), giunge al termine Dai Sentai Goggle-V (V nel senso di Five), serie del genere supereroistico giapponese che ha tenuto banco per tutto il 1982 nipponico.Le avventure di Kenichi, Kanpei, Saburo, Futoshi e Miki contro il malvagio impero Deathdark si concludono, ed è quindi il caso di tirare le somme su questa cinquantina e passa di episodi all'insegna di mostri da far esplodere e pose da, uh, posare. La prima cosa a saltare all'occhio è che le iper affascinanti civiltà antiche da cui prendono spunto i cinque eroi protagonisti non hanno la benché minima influenza all'interno della storia: vengono nominate all'inizio, e poi ciao.Le armi e l'equipaggiamento dei protagonisti sono più legati alla ginnastica ritmica che ad altro, e anche il robot gigante Goggle Robo è formato da tre mezzi di trasporto combinati e nulla più.
Il fascino esotico derivante da queste antiche civiltà (in contrapposizione con lo scopo s…

Gli avventurieri col jazz nel sangue: A-Team, episodio 1

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Il 23 gennaio del 1983, un importante tassello dell'immaginario collettivo ottantino vedeva la luce, introducendo per la prima volta al mondo una banda di reduci del Vietnam pronti ad aiutare chi si trova in difficoltà in cambio di una buona somma di denaro...
O anche no.John "Hannibal" Smith, P.E. Barracus, Sberla e Murdock sono l'A-Team, pronto a farsi strada in qualunque situazione pericolosa, sotto una perenne pioggia di proiettili che tanto non colpisce mai nessuno. La trama del primo (maxi) episodio ruota intorno a Amy Allen, reporter in cerca di un collega disperso in Messico, mentre indagava su una banda di spacciatori fuorilegge.
Non sapendo più dove sbattere la testa, viene a conoscenza di un gruppo di ex soldati incriminati ingiustamente, e per questo motivo in perenne fuga, chiamato A-Team, e lo contatta per recuperare il giornalista perduto.Messasi in contatto con la banda di scapestrati, riuscirà non solo a rivedere il collega, ma a unirsi permanentemente…

Camei: chi c'è dove?

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Citazioni, camei, riferimenti! Quanto ci piacciono?
Tantissimo, ovviamente, perché ci permettono di vedere personaggi in opere completamente diverse dalle loro. Giunti alla fine del 1982, di camei e riferimenti ne abbiamo incontrati numerosi, ed è giusto raccoglierne un po' per mostrarli al mondo: cominciamo!

Folle com'è, Lamù-Urusei Yatsura è un anime che si presta tantissimo a camei e riferimenti, e non a caso, ce ne sono davvero tanti. In un singolo episodio, vediamo apparire sia Arale (che d'altronde faceva parte del "duo di ferro" del mercoledì anime)
Che Char Aznable, direttamente da Gundam.
La popolarità della serie di Tomino, d'altronde, ai tempi era alle stelle (giustamente).
A proposito di popolarità e di Lamù, in un episodio fa un cameo una maschera da tigre di un noto lottatore: quella mostrata è quella "reale", e non dell'anime, ma tanto l'epicità è la stessa.
E dall'Uomo Tigre si passa a...





Tanto per restare in tema "figli di Ik…

Il 1982 e l'omosessualità nei manga

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Gli anni '80 sono un periodo di grandi lotte per la rivendicazione dei diritti omosessuali, soprattutto in Italia, dove nel 1982 viene fondata Babilonia, la prima e più longeva rivista a tema LGBT.
Non è però sull'Italia che ci concentreremo in questo articolo, ma sul Giappone, perché nel 1982 si nota una particolare affluenza di personaggi (veri o presunti) omosessuali in manga non a tema.
Vediamone tre, da tre opere decisamente importanti:
Satomi-Love Me Knight/Kiss Me Licia
Come sa chi ha letto il manga o visto l'anime, Satomi non è certamente gay, tuttavia merita una citazione: all'inizio del manga, infatti, Licia/Yakko è convinta che Satomi lavori in un gay bar, e la cosa, per lei, non è assolutamente un problema (nonostante ne sia affascinata).
Allo stesso modo, altri personaggi maschili più avanti prenderanno in giro lui e Mirko/Go facendo loro avances scherzose, e i due a loro volta ironizzeranno sulla loro presunta "metrosessualità da rockers".
Non è la p…

#èunacover: Parte 2 (il ritorno che non ti aspetti)

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Dopo più di un anno di assenza e un sacco di altri articoli di mezzo, è d'uopo rispolverare la rubrica #èunacover, l'unica rubrica di questo blog in cui riprendiamo canzoni vecchie e sveliamo che in realtà sono cover di brani ancora più vecchi di quelli prima.Insomma, il reparto di geriatria musicale del blog.
Come sempre, le cover sono brani dance da autoradio a palla e finestrino abbassato, anche se ormai non è più periodo ma tanto sappiamo lavorare di fantasia.Nina-I'm So Excited
Cominciamo con I'm So Excited di Nina, che, oltre ad essere un brano originariamente dalle tonalità molto più R&BNina Badric-I'm So Excited Ovviamente è un rifacimento dell'omonimo brano del 1982 delle Pointer SistersThe Pointer Sisters-I'm So Excited Almodovar su questa canzone ci ha fatto anche un film.Molella & Phil Jay-With This Ring Let Me Go Pezzaccio in grado di far scendere più di una lacrima a chiunque fosse adolescente o preadolescente alla fine degli anni '90, …

1982: Frammenti di Girl Power

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Non senza numerose difficoltà dovute al periodo, siamo finalmente arrivati alla fine dell'anno 1982, che ha saputo regalare moltissimi momenti "alti" sotto molteplici punti di vista; ma, tirando le somme, cosa risalta di più in questo anno?Dal punto di vista più "collettivo", è impossibile non notare come il 1982 sia stato l'anno delle donne: in più media differenti, in più modi differenti, da questa e da quella parte dello schermo i personaggi femminili hanno avuto modo di ritagliarsi ruoli di leadership e rilevanza che per molto tempo erano stati loro reclusi. Un ambiente in cui il potere femminile indubbiamente spadroneggia è quello degli anime: nel 1982 le commedie, magari con un filo di romanticismo, erano il genere indubbiamente più diffuso e di successo, ma con una prerogativa: un personaggio femminile centrale.
La popolarità di Lamù (che in originale non si intitola Lamù, e in cui il protagonista in teoria è Ataru, ma che si è trovato a cambiar nome …

Turtime Machine: Un Anno Dopo

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Esattamente un anno fa partiva ufficialmente il progetto Turtime Machine: un'idea che mi ronzava in testa da tanto tempo, da fissato quale sono di storia antica e storia recente, oltre che di cultura pop: anziché vedere e rivedere, ascoltare e riascoltare, giocare e rigiocare opere del passato una per volta, decontestualizzate, inserirle tutte in un calendario cronologico, e affrontarle proprio nell'ordine in cui hanno visto la luce.Un progetto folle, in un certo senso, perché richiede uno spiegamento di risorse e una dedizione (dal punto di vista del tempo e dell'impegno) non indifferenti, ma che, più viene affrontato, più si rivela affascinante. Una delle prime cose che ho potuto notare è come, molto spesso, opere diversissime vengono influenzate dall'attualità, contemporaneamente, finendo per creare situazioni e storie "omogenee": si parla della crisi petrolifera sia nell'Uomo Tigre II, sia in Asterix (nonostante sia ambientato millenni fa), sia in Top…