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Mila e Shiro: Primo episodio per l'anime tratto da una storia vera

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 Se c'è una "Hall of Fame" degli anime più rappresentativi della Bim Bum Bam Generation anni '80, un posto d'onore è sicuramente dedicato a Mila e Shiro, in originale Attacker You! (perché "Yu" è il nome originale della nostra Mila) ed erede spirituale (insieme a tanti altri titoli) di quell'Attack N° 1 che da noi era noto come Mimì e la Nazionale di Pallavolo. Le avventure di questa frizzante eroina e delle sue prodezze sportive sono note a tutti quelli con "l'età giusta" per averle potute seguire, ed è piuttosto noto anche che, rispetto al relativo manga, ci sono molte differenze tra cui la totale assenza del fratellino, ma ci sono altri dettagli che, invece, sono oscuri ai più, e qui è giunto il momento di svelarli... Si potrebbe pensare che, come nella stragrande maggioranza dei casi, Attacker You! sia ispirato al relativo manga, ma in realtà non è così: anche se entrambe le opere hanno come punto di partenza le idee e il design di

Omonimie e baseball di troppo: considerazioni finali su Miyuki (anime)

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 La prima serie animata ispirata a un manga di Mitsuru Adachi giunge, finalmente, al termine, con Miyuki che va in onda per l'ultima volta nell'aprile del 1984. La leggera storia delle due Miyuki e del giovane Masato che si trova tra i due fuochi di una sorellastra inconsapevole e di una compagna di classe paurosamente gentile finisce ben prima del manga di riferimento, e al termine di una trasmissione non senza difficoltà. Qual è l'eredità lasciata da Miyuki? La trasmissione di giovedì non aiuta decisamente la popolarità dell'opera, essendo un giorno solitamente dedicato alle partite di baseball, specialmente in alta stagione: motivo per cui spesso Miyuki saltava una o più settimane di trasmissione, a volte anche un mese , e non a caso 37 episodi sono stati trasmessi in un arco di tempo di 55 settimane. A dieci episodi dalla fine, la serie cambia posto in programmazione, spostandosi al venerdì in sostituzione di Stop!! Hibari-kun , ma la trasmissione rimane saltuaria

Amore... Per la recitazione: Il Grande Sogno di Maya, Episodio 1

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 Il boom infinito di serie con protagoniste femminili sembrava non avere fine, nel 1984, e anche se il genere stava prendendo pieghe differenti, anche grazie a opere come le maghette Pierrot , c'era ancora spazio (più o meno) per qualche shojo vecchio stile: a inizio aprile fa infatti il suo debutto Glass no Kamen (La Maschera di Vetro), da noi più noto come Il Grande Sogno di Maya, storia sulla recitazione con una protagonista definita sin da subito "non particolarmente attraente né intelligente", tuttavia estremamente determinata a fare l'attrice. Maya Kitajima è una ragazza regolare, ma con un sogno speciale nel cuore: diventare una grande attrice. Dopo aver ottenuto con tanta fatica il biglietto per uno spettacolo teatrale, riesce ad assistervi, e ne rimane folgorata; non è l'unica, però, perché l'insegnante di recitazione Chigusa Tsukikage nota la sua passione e cerca di avvicinarla , riuscendoci. Maya non può permettersi gli studi di recitazione, ma il s

Come la brezza primaverile: Capricciosa Orange Road, Capitolo 1

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 Sì, lo sappiamo, ormai sulle pagine di Shonen Jump è cominciata da tempo l'era di Ken il Guerriero , che presto sarà raggiunto da tante altre serie d'azione e combattimenti (una, Ginga Nagareboshi Gin , c'è già), ma tra una sfida mortale e l'altra c'è ancora spazio per una commedia sentimentale, soprattutto se quella commedia sentimentale è destinata a diventare una delle serie più famose del genere: Capricciosa Orange Road, del compianto Izumi Matsumoto. Cappelli volanti, proto-tsundere e poteri psichici accompagnano i lettori in questa dolce e divertente avventura scolastica all'insegna dei sentimenti. Kyosuke Kasuga è uno studente, come vuole il cliché, appena trasferitosi in un nuovo istituto dopo averne cambiate già diversi; il motivo è, a suo modo, semplice, eppure incredibilmente bizzarro: la sua è, infatti, una famiglia di persone dotate di poteri psichici , e le sue due sorelle minori (gemelle) hanno parecchie difficoltà a tenerli nascosti, motivo per

Dilettanti allo sbaraglio: Scuola di Polizia

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 Colonna portante delle programmazioni mediasettiane da tempo immemore, la saga di Scuola di Polizia vede la sua genesi nel marzo del 1984 , con il primissimo episodio che approda nei cinema americani dopo una genesi non senza difficoltà. Ma da dove nasce l'idea della più scalcinata accademia poliziesca della storia? Il tutto parte dalla lavorazione di un film totalmente diverso, Uomini Veri: durante le riprese, il produttore Paul Maslansky notò un gruppo di improbabili cadetti di polizia , intenti a ricevere ordini da un sergente in piena crisi isterica; questi cadetti tutto erano fuorché standard, visto che tra loro c'era una donna di almeno cento chili di peso e un uomo che aveva sorpassato la cinquantina d'anni da un bel po'. Avvicinato il sergente per chiedere informazioni al riguardo, Maslansky si sentì rispondere che il sindaco aveva recentemente ordinato di ingaggiare nuove reclute da uno spettro di persone molto più ampio, e l'unico modo per levarsi questi

Hayao Miyazaki prende il volo: Nausicaä della Valle del Vento

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 Il 1984 porta con sé una rivoluzione fondamentale nell'animazione giapponese, una rivoluzione che ha un nome e un cognome: Hayao Miyazaki , già molto attivo e noto a quei tempi per il suo lavoro su Lupin III e Heidi, porta per la prima volta al cinema una sua totale creazione, Nausicaä della Valle del Vento. Nato come manga sulla rivista Animage, Nausicaä sarà il punto di partenza per la grande carriera cinematografica, tutt'oggi attiva, del regista, ma partiamo da prima dell'inizio, e dal post-Lupin III: Il Castello di Cagliostro. Il film sul ladro gentiluomo non fu un grande successo al botteghino, nonostante la vittoria del premio Ofuji Noburo. Toshio Suzuki, editor della rivista Animage, rimase però impressionato dalla pellicola, ed esortò Miyazaki a realizzare un manga per la sua pubblicazione , e con le sue proposte cinematografiche continuamente respinte, Hayao non poté che accettare. Nasce così Nausicaä della Valle del Vento, manga simil-steampunk a tinte ecologist

Giacca rosa: Lupin III, terza serie-Episodio 1

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 Dopo un'assenza di circa sette anni, sulle TV nipponiche di inizio 1984 fa la sua astuta ricomparsa Lupin III, ladro semi-gentiluomo nato dal sapiente pennino di Monkey Punch. Con lui, tornano anche i comprimari di sempre, con un nuovo design (anzi, come vedremo meglio in qualche articolo futuro, più d'uno) e tanta voglia d'azione e... furti. Come le stesse avventure di Lupin, anche la lavorazione di questa terza serie è stata ricca di colpi di scena , tanto positivi quanto più "problematici", e, dopo una breve sinossi del primo episodio, cominceremo a vedere quali. Lupin e i suoi compari si lanciano alla ricerca del tesoro di Al Capone , la cui posizione è stata sapientemente nascosta nell'abbandonato penitenziario di Alcatraz. Non sono, ovviamente, gli unici ad averci messo gli occhi sopra, così come gli occhi dell'ispettore Zenigata sono ancora ben fissi sulla banda di ladri e avventurieri, e questa è solo la prima di tante vicende condite, come sempre