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A presto, eroi Marvel: considerazioni finali su L'Uomo Ragno e i suoi Fantastici Amici

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 Con la manciata di episodi della terza stagione, giunge a conclusione L'Uomo Ragno e i suoi Fantastici Amici , serie animata Marvel cominciata nell'81 e proseguita ogni autunno con qualche puntata nuova, all'interno di una fascia oraria dedicata ai supereroi della Casa delle Idee. Come sarà andata questa "lunga" serie di avventure "in trio" di Spider-Man e dei suoi compagni mutanti? Nato un po' come risposta ai Superamici di casa DC, L'Uomo Ragno e i suoi Fantastici Amici fonde il singolo personaggio più famoso della Marvel con il supergruppo più popolare ai tempi dell'uscita della serie, gli X-Men, e l'idea di partenza è eccellente, soprattutto quando gli episodi vergono su villain storici delle due serie a fumetti o su eroi e comprimari delle testate ragnesche e mutanti. Un po' meno bene vanno le cose quando, fin troppo spesso, la scena viene dominata da villain o eroi creati per l'occasione , decisamente meno carismatici dei p

Una ragazza insolita: She's so Unusual, di Cyndi Lauper

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 Dopo Madonna , un'altra stella del firmamento musicale al femminile anni '80 vede il debutto del suo primo album nel 1983: si tratta di Cyndi Lauper, autentica leggenda della decade anche grazie ad alcuni brani contenuti in She's so Unusual. Cyndi, di padre svizzero/tedesco e madre italiana, nasce a Brooklyn e cresce bullizzata per il suo inusuale modo di vestire e i bizzarri colori di capelli che continuava a cambiare. Dopo essere stata espulsa dal liceo, essersi comunque diplomata, essere scappata di casa e aver trascorso due settimane nei boschi del Canada in compagnia del suo cane alla ricerca di sé, Cyndi (scritto così e non "Cindy" proprio per rimarcare il suo essere insolita) raggiunge il Vermont e comincia a studiare arti, diventa cantante di cover, si ferisce le corde vocali nel '77 e le viene detto che non avrebbe più cantato, supera la riabilitazione, forma il duo artistico Blue Angel con John Turi per poi scioglierlo e passare alla carriera da sol

Sigle, sigle, e ancora sigle: Fivelandia

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Con la crescita dell'animazione in America e Giappone (rima, ma d'altronde si parla di musica), e la trasmissione di diverse serie iconiche, ci fu anche un forte aumento delle serie trasmesse nel nostro paese da tv private come Italia 1 e Canale 5 , e queste (e il clamoroso successo di serie come I Puffi ) portarono al naturale aumento di sigle realizzate per le serie stesse: ovvio, quindi, riunirle tutte (o quantomeno molte) in un album musicale e pubblicarlo per la gioia del grande pubblico. Nel 1983 vede la luce il primo album della collana Fivelandia, da sempre associata al biscione  e alla mitologica figura di Cristina D'Avena , passata dallo Zecchino D'Oro a Bambino Pinocchio a un progressivo incremento di lavoro e notorietà che la renderanno la più grande star del panorama delle sigle italiano. Ma la grande domanda è: quali brani c'erano nella prima Fivelandia? Premettendo che, oltre a Cristina D'Avena, sono presenti molti altri artisti in questo primo al

Amici, palloni e palloni amici: Holly e Benji/Captain Tsubasa, episodio 1

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 In un 1983 che, anche in chiusura, non smette di regalare colonne portanti dell'animazione giapponese, dell'animazione o della cultura pop tutta, vede la luce anche la trasposizione animata di una delle serie più celebri di sempre del mitico settimanale Shonen Jump: si tratta del leggendario Holly e Benji , originariamente conosciuto come Captain Tsubasa (dove Tsubasa è, appunto, Holly) e padre spirituale di una pletora di calciatori mancati o riusciti in giro per il mondo. Come vide la luce quest'anime straordinariamente popolare e amato? A fatica: in TV Tokyo c'erano molti pareri negativi riguardo la realizzazione di una serie animata sportiva, peraltro su uno sport poco praticato in Giappone come il calcio, in un periodo in cui a farla da padrone erano le serie di robot giganti realistiche come Mobile Suit Gundam o le commedie romantiche come Lamù . Tuttavia, il direttore di rete dell'epoca si impuntò, e la serie riuscì a vedere la luce: i pronostici davano a C

Arrivederci, uomo solitario: considerazioni finali su L'Incredibile Hulk (1982)

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Giunge a conclusione, in un fine settimana d’ottobre 1983, la serie animata Marvel dedicata all’ Incredibile Hulk , mostro verde con problemi d’ira che causa più di un grattacapo allo scienziato con cui condivide l’esistenza, Bruce Banner. In un tempo in cui era difficile mostrare violenza e distruzione in un cartone animato, sarà riuscita la Marvel a rendere bene il suo più istintivo personaggio? Una cosa che salta all’occhio, in chiusura di serie, è la scarsa presenza di villain storici del mostro verde: ne prende in prestito diversi da altri eroi Marvel, come il Dottor Octopus e il Burattinaio, ma mancano, ad esempio, l’Abominio o Wendigo. Questo, probabilmente, perché a Hulk non è permesso prendere a pugni esseri viventi nel corso della serie, per le solite e un po’ inevitabili ragioni di censura e panico genitoriale americani, e molti dei nemici del Gigante di Giada sono esseri forzuti (quasi) quanto lui, pronti a lanciarsi in sfide di forza per vedere chi ha la meglio.  Pe

La fine del ventesimo secolo, l'inizio di una leggenda: Ken il Guerriero, Capitolo 1

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 Capita che un manga sul motocross venga concluso dopo una decina di capitoli per poco successo, e che il suo autore, Tetsuo Hara, si ritrovi senza manga da pubblicare sulla leggendaria rivista Weekly Shonen Jump. Capita che il suo editor, Nobuhiko Horie, finisca per suggerirgli di realizzare un manga sulle arti marziali (in questo periodo gli editor che suggeriscono di realizzare manga sulle arti marziali portano bene, come scopriremo ulteriormente in seguito), con un protagonista che sconfigge i suoi avversari sfruttando i punti di pressione, perché Hara era sia interessato a realizzare un manga sulle arti marziali, sia ampio conoscitore dei punti di pressione dell'agopuntura. L'accurato stile di disegno di Hara gli avrebbe dato, però, difficoltà a portare avanti una serie simile, quindi venne deciso di spartire il lavoro con lo sceneggiatore Buronson, che, ispirato dai film della saga di Mad Max e da quelli di Bruce Lee, portò la vicenda in un mondo post-apocalittico in cui

Maghi, spade e raggi laser: He-Man e i Dominatori dell'Universo, Episodio 1

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 Non c'è pace nel 1983: non è eccessivo dire che quasi ogni mese vedeva la luce una nuova opera profondamente rappresentativa per il decennio, e il mese di settembre si sta dimostrando incredibilmente prolifico in proposito (e non è ancora finita). In un lunedì di fine mese particolarmente intenso (vedrete presto cos'altro vide la luce quel giorno), va in onda, sulle tv americane, il primo episodio di He-Man e i Dominatori dell'Universo , serie Filmation ispirata alla nota linea di giocattoli semi-omonima e destinata a lasciare il segno. Tutto nasce dal rifiuto di Mattel, negli anni '70, di realizzare una linea di giocattoli ispirata a Star Wars, che si rivelerà poi di scarso successo quando data alla luce dalla rivale Kenner. La ricerca del "nuovo successo giocattolo" portò a esplorare l'immaginario fantasy, con diversi prototipi che mescolavano spade e guerrieri con elementi tipici della fantascienza del periodo. Pian piano, anche grazie al successo del