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Visualizzazione dei post da Giugno, 2019

Pokémon Snap: breve storia di un successo (quasi) improvvisato

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La serie Pokémon è celebre per il suo successo colossale in ogni campo, ma qualcosa che sanno in meno è che il successo, in origine, non fu immediato: i videogiochi originali cominciarono a vendere in maniera esponenziale solo dopo un po' di tempo dall'uscita, grazie al passaparola dei fan.
Ancora meno gente sa che uno dei primi e più apprezzati spin-off della serie, Pokémon Snap, originariamente parlava di tutt'altro.
I piani iniziali, infatti, prevedevano un gioco per il Nintendo 64DD ispirato alla favola Jack and the Beanstalk, nota anche come Giacomino e il Fagiolo Magico.


Di Jack and the Beanstalk in realtà non si seppe più nulla dopo il suo annuncio, a febbraio del 1995, ed ecco che un anno dopo i Pokémon entrano in scena, con i videogiochi per Game Boy, e la serie anime, e i manga, e tutto il resto di merchandising dal successo mostruoso.
Il leggendario Satoru Iwata, coinvolto nel progetto, rivelò che "il gioco prevedeva che si andasse in giro a fare foto, ma m…

Starman: Che fine hanno fatto? Capitolo 1

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Chi era in vita sul finire degli anni Novanta si ricorderà un programma, piuttosto affascinante, chiamato Meteore, poi fusosi con il suo uguale ma opposto Matricole nel corso degli anni 2000.
Con questa rubrica, si vuole ritornare un po' su quella tematica, e riprendere le tracce di vecchi cantanti o gruppi da un grande successo e via.
E per cominciare, partiamo da...
Alizée

Con uno sguardo nella preview che la dice tutta, Alizée ebbe un successo notevole nell'estate del 2002, e ecco, basta ballare sul brano, leggete cos'è successo a questa ragazza.
Dicevamo, Alizée.
Nata nell'anno del dispotismo, la giovane che si chiama Alizée davvero ma ha anche un cognome, Jacotey, nasce in Corsica e comincia a ballare appena dopo aver imparato a camminare.
Nel 1999 partecipa a un programma per giovani talenti francese, ma si trova a un'impasse perché la sezione danza è riservata esclusivamente ai gruppi, e lei è sola.
A causa di questa botta di sfortuna decide di partecipare, p…

Sexy Commando Gaiden: una piccola perla idiota

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Per quanto nei cuori dei giapponesi ci siano spesso e volentieri anime celebri anche nel resto del mondo, tra i preferiti di molti trovano spazio anche opere di scarsa reperibilità, come quelle appartenenti al passato e senza una certa risonanza dovuta a questa o quella operazione nostalgia.
Una di queste opere, almeno dal mio punto di vista, è Sexy Commando Gaiden: Sugoi-yo Masaru-san!!, opera che di sexy ha solo il nome in realtà, ma che viene considerata dai giapponesi come una delle più divertenti di sempre...


Sexy Commando Gaiden nasce, come altri celebri lavori d'animazione, come manga sulle pagine di Weekly Shounen Jump, dal 1995 al 1997, per poi venire trasposto in anime nel 1998.
L'ambientazione è quella tipica dei manga di quel target e genere (quello demenziale), scolastica, con il classico pretesto narrativo del protagonista (Fuumin) appena trasferitosi in un nuovo istituto.
Qui fa la conoscenza del reale personaggio principale della serie, il Masaru del titolo, un…

I Cartoons: una band figlia della loro epoca, anche troppo

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La musica, notoriamente, è legata a doppio filo con l'epoca in cui viene composta.
Allo stesso modo, i gruppi musicali spesso e volentieri riflettono nel loro look le mode e tendenze dei loro tempi, ma in casi come questo si è esagerato un po'.
Ed è andato, forse, benissimo così. I Cartoons erano una band assurda danese di fine anni novanta, che basava tutta la sua essenza sui, uh, Looney Tunes, che in quegli anni vedevano una colossale rinascita partita a inizio decennio dai giovanili Tiny Toons di Spielberg, e i cartoni animati di Hannah & Barbera, che a loro volta vedevano un nuovo periodo di prosperità.
Uniamo i Looney Tunes a uno dei generi musicali più in voga in quegli anni, l'eurodance, e il gioco è fatto. Sorge però un ovvio dubbio: come diavolo si possono tradurre i Looney Tunes in musica?
Presto detto: si inventa il technobilly: genere musicale che unisce la techno più "leggera" a una serie di cover musicali di brani rockabilly anni cinquanta, anni…

Kinnikuman: breve storia di una grande falla nella cultura anime italiana

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Si parlava la settimana scorsa di licenze di giochi per Nintendo (Entertainment System) e del loro essere ballerine in occidente, citando, tra gli altri, il caso di Kinnikuman, e chiamando in causa gli Exogini.
Ma perché?
E perché Kinnikuman è così importante, anche se ce lo siamo perso?

Ricapitolando un attimo: negli anni '80, in Italia vanno di moda gli Exogini, pupazzetti di varie forme e nomi assurdi, piccoli piccoli, collezionabili.
In Giappone, questi fanno parte di una linea molto più ampia di gomme da cancellare collezionabili, chiamate Kinkeshi, perlopiù basate, appunto, sui personaggi della serie Kinnikuman, ma dato il loro enorme successo in Italia ne vengono realizzate altre linee con personaggi differenti.
Ma chi è Kinnikuman e di cosa parla il suo anime?



Kinnikuman è un manga realizzato dal duo artistico Yudetamago, e pubblicato in originale sulla rivista Weekly Shounen Jump (per chi non lo sapesse, in Giappone i manga vengono pubblicati settimanalmente su rivistone …

Street Combat: ma noi ci conosciamo?

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Signore e signori, oggi si parla di Street Combat, picchiaduro del 1993 per Super Nintendo vincitore del premio "titolo più banale" nella sua categoria. Gli mancava solo la K. Il gioco prevedeva due modalità: una da giocatore singolo, in cui si usa il protagonista e si affrontano vari avversari fino a raggiungere il finale, e una in multiplayer. Come da copione, ambientazione urbana, colonna sonora hip hop da film d'azione del '91 e tutti i cliché del genere. Nulla di imprevedibile, insomma.

Il protagonista è il tizio con gli occhiali che sembra Captain Commando, ha il suo classico set di mosse che variano dai semplici pugni e calci a cose più elaborate come la colonna di energia qui sopra. Ma perché parlare di un picchiaduro abbastanza anonimo? E perché quella mossa sembra familiare?
La risposta è semplice...

Il gioco era, originariamente, Ranma 1/2: Chounai Gekitou-hen, dedicato (ovviamente) a Ranma 1/2, spassoso manga di arti marziali (indiscriminate) e incompren…

#èunacover parte 1: brani dance di madre ignota e padre di nicchia

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Per gli amanti della dance anni '90, tre cose sono certe nella vita: la morte, le tasse e le cover scialbe di Better Off Alone di Alice DJ.
La quantità strabordante di cover recenti che fanno arricciare il naso ai fan della "dance storica" è indubbia, ma c'è un lato, di tutto questo, che non è particolarmente noto.

Molti brani celebri appartenenti alla categoria della musica da discoteca degli anni '90, e dei primi anni del 2000, infatti, sono cover di pezzi pop, rock o disco dei decenni passati.

E non si parla solamente di esempi facili come Geordie di Gabry Ponte, che prima era di Fabrizio De André, ma di brani della cui reale origine non si sospetta.
Eccone qualche esempio, grazie anche al supporto di un paio di personcine che non ho idea di come taggare preferiscono rimanere anonime...

Bamble B - Crime of Passion


Brano importantissimo dell'anno 2000, è in realtà una cover di un brano di Mike Oldfield del 1984, di grande successo in Grecia e Danimarca ma ben…

Licenza al delirio: il folle rapporto tra licenze e videogiochi negli anni '80

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Essendo, questo, il mio primo post, prima di andare a bomba credo sia il caso di dare un rapido benvenuto.
Io sono l'admin Goldtingle, nonché l'unica persona a lavorare su questo blog e le relative pagine social, e qui parlerò, in diversi modi a seconda dell'occasione, di tutto ciò che rientra nella cultura pop delle decadi '80, '90 e '00. Ci sono altri blogger straordinari che si occupano degli anni '80, e non è certo mia intenzione rivaleggiare con loro o cos'altro, perciò per quella decade specifica cercherò di trattare argomenti poco "coperti" e concentrarmi di più sulle due successive.
Fatte le dovute presentazioni, passiamo al primo argomento, ossia...
Le follie licenziatarie dei giochi dell'era NES
Chi ha vissuto l'era della PS2 si ricorderà benissimo quanti giochi tratti da anime (cartoni animati giapponesi, per chi non lo sapesse) rimanessero lì, tra i confini della terra nipponica, senza mai raggiungere i loro fan occidentali…