Indagini disastrose: L'Ispettore Gadget-Episodio Pilota

 Nel firmamento degli eroi a cartoni animati, ci sono grandi icone immortali, ci sono piccole perle dimenticate da (quasi) tutti, ci sono grandi inediti del passato e del presente sconosciuti ai più e poi ci sono quelle serie che hanno un posto nel cuore di molti di noi, anche se raramente sono "la serie preferita, la più bella" di qualcuno.

In un certo senso, l'Ispettore Gadget rientra in questa categoria, un cartone che ha divertito e si è fatto apprezzare da tantissimi, un'autentica icona, ma raramente il "cartone preferito" di qualcuno, a scapito di un I Cavalieri Dello Zodiaco o di un Batman.

Anche questo genere di cartoni, però, ha una genesi, delle curiosità e (a volte) dei nomi importanti dietro, e l'Ispettore Gadget è un esempio perfetto: vediamo com'è nato...


Nel 1982, la compagnia francese DIC Entertainment desiderava allargarsi al mercato americano, e decise di farlo con le avventure di un bizzarro investigatore cyborg dotato di una quantità imprecisata di accessori e di una certa carica di ingenuità.

Inizialmente, l'Ispettore Gadget sfoggia un paio di bei baffoni, che verranno rimossi dopo l'episodio pilota, ma mantiene la nipote Penny e il cane Bravo.

La sua prima missione è evitare che l'organizzazione criminale MAD, comandata da Boss Artiglio, riesca a sabotare le Olimpiadi Invernali.


Quello che sembra (ed è) un semplice cartone umoristico non deve, però, ingannare: dietro l'Ispettore Gadget si nascondono grandi nomi dell'animazione e dell'intrattenimento, passati e futuri.

Parte della prima stagione (più di 60 episodi) venne animata e diretta da TMS (Tokyo Movie Shinsa) Entertainment, studio d'animazione giapponese già dietro Lupin III, Lady Oscar e, in tempi più recenti, Fruits Basket e Dr. Stone, e che, soprattutto, più avanti collaborerà ancora attivamente con produzioni occidentali, regalando al mondo serie come DuckTales, Tiny Toons Adventures, Batman: The Animated Series e Animaniacs.


Come se non bastasse, la colonna sonora venne realizzata da un duo che negli anni a venire avrebbe fatto molto parlare di sé: Haim Saban e Shuki Levy, team che avrebbe composto anche per He-Man, She-Ra e negli anni '90 avrebbe realizzato adattamenti di opere giapponesi per il mercato occidentale, contribuendo all'espansione (non senza prezzi gravi da pagare in termine di adattamento) della cultura d'animazione orientale in America e, in linea minore perché già eravamo piuttosto educati in materia, Italia (ed Europa).

Sono di Saban infatti gli adattamenti di serie come Dragon Quest, Digimon e soprattutto i Power Rangers, rielaborazione orientale dei Sentai della Toei; Saban è inoltre responsabile dell'acclamata Gli Insuperabili X-Men, la "serie rivale" del Batman della Warner, che guarda caso abbiamo citato più su.

Il divertimento dell'Ispettore Gadget e la qualità delle sue avventure non sono, dunque, un frutto del caso: dietro la serie ci sono nomi di grandissimo peso, che più avanti avrebbero pilotato l'intera industria dell'animazione.

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